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Medicina di genere: perché la cura è diversa per le donne?

Numerosi studi dimostrano che uomini e donne sono diversi dal punto di vista della sensibilità alle malattie e del mantenimento della salute. Sappiamo che le donne vivono più a lungo degli uomini (vita media degli uomini 80,6 anni e delle donne 84,9 anni-dati ISTAT 2017), ma si ammalano di più, consumano più farmaci e, conseguentemente, sono più esposte alle reazioni indesiderate (reazioni avverse) causate dai medicinali. Sono anche “svantaggiate” rispetto agli uomini perché più facilmente soggette a disoccupazione, difficoltà economiche e violenze fisiche e psicologiche. Se si considerano gli anni di vita trascorsi in buona salute, il vantaggio a favore delle donne diminuisce considerevolmente.

La Medicina di Genere

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce Medicina di Genere lo studio dell’influenza delle differenze biologiche, indicate col termine sesso, e socio-culturali e economiche, definite come genere sulla frequenza, i disturbi e la gravità delle malattie che colpiscono uomini e donne e, in generale, sullo stato di salute e di malattia di ogni persona.

La medicina di genere tiene anche conto degli effetti sulla salute degli stili di vita (fumo, alcol, alimentazione, attività fisicapeso corporeo, contesto socio-culturale e ambientale) poiché anche questi fattori hanno un forte impatto sullo sviluppo e l’evoluzione delle malattie.

È importante chiarire che la medicina di genere non riguarda solo la salute delle donne, né è limitata alle malattie che colpiscono gli organi della riproduzione, ma si interessa delle malattie che possono colpire entrambi i sessi. Non è una nuova area della medicina, ma rappresenta un nuovo livello di analisi da inserire in tutte le aree della medicina già esistenti.

La conoscenza delle differenze, infatti, è fondamentale per una corretta prevenzione, un migliore accertamento (diagnosi) della malattia e per l’identificazione della terapia più appropriata per ciascuno.

Differenze nell’insorgenza o nella progressione di molte malattie sono determinate dalla presenza dei cromosomi cosiddetti sesso-specifici: XX e XY.

Le femmine possiedono due copie del cromosoma X, che è presente, invece, in una sola copia nei maschi. Sebbene esista un complesso meccanismo di regolazione che, attraverso l’inattivazione di uno dei due cromosomi X, evita la presenza di quantità doppie dei geni localizzati su questo cromosoma, il modo casuale con cui si svolge l’inattivazione ha una funzione protettiva. Questo meccanismo produce infatti un individuo mosaico (se chiamiamo i due cromosomi X, Xa e Xb, in alcune cellule rimarrà attivo il cromosoma Xa, in altre Xb) e se dovesse verificarsi una mutazione sul cromosoma Xa (ad esempio, Xa-mut) riguarderà, nella donna, solo le cellule in cui è rimasto attivo tale cromosoma mentre le cellule portatrici del cromosoma Xb saranno sane. Negli uomini, invece, essendo presente un solo cromosoma X, tutte le cellule conterranno la mutazione.

Sebbene differenze tra maschi e femmine siano presenti già in età pediatrica quando gli ormoni ancora non svolgono le loro funzioni, un ruolo importante nel determinare le differenze di genere viene svolto dagli ormoni sessuali, principalmente estrogeni e progesterone nella donna e androgeni nell’uomo. Questi ormoni, oltre a controllare lo sviluppo delle caratteristiche secondarie femminili e maschili, svolgono numerose altre importanti funzioni, inclusi importanti effetti sulle risposte del sistema immunitario, in generale più efficaci nella donna.
fonte: ISSalute

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